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Giovedì, 08 Marzo 2018 12:57

L'ultimo saluto a Davide Astori. "Tu sei il calcio, quello puro dei bambini"

di Leonardo Cecconi

FIRENZE – Firenze ha salutato per l'ultima volta il suo capitano.

Oltre diecimila persone si sono radunate in Piazza Santa Croce per tributare l'ultimo omaggio al capitano della Ac Fiorentina Davide Astori, improvvisamente scomparso sabato notte. E' stata una cerimonia toccante, seguita con partecipazione ed irreale silenzio dai tantissimi tifosi riunitisi in una piazza baciata dal sole, in mezzo a decine di bandiere e migliaia di sciarpe. Tutto il mondo del calcio ha voluto salutare il capitano viola, a partire naturalmente dalla Fiorentina, con Diego ed Andrea Della Valle al seguito dei giocatori, alle delegazioni di Inter, Roma, Sassuolo, Lazio, Atalanta e molte altre. C'erano Borja Valero e Vecino, Tatarusanu, Ilicic, Luciano Spalletti, Leonardo Semplici, Beppe Iachini, Daniele Conti, ma anche Totti, De Rossi e Nainggolan e molti altri, fra i quali Marco Van Basten, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il sindaco Nardella e Matteo Renzi. Applauditissimi sono stati gli ultimi ad arrivare, gli juventini Allegri, Landucci, Buffon, Chiellini e Barzagli, atterrati direttamente da Londra dopo la gara di ieri sera. Dritta al cuore arriva l'omelia del cardinale Betori. “La vita ci è tolta dalla morte come una rapina, in tempi e modi imprevedibili. Davide era un fiorentino da sempre e per sempre, quel ruolo di capitano nella viola che lo consacra per sempre alla storia di questa società".

 

Come dritte al cuore arrivano le parole di Milan Badelj, il giocatore croato che ha parlato a nome di tutti i compagni di squadra. “Caro Davide, prometto che sarò breve come piacerebbe a te. Il significato di Davide in ebraico significa amato e tutte le persone che sono qui oggi, dimostrano quanto lo sei stato. Tu non sei come tutti gli altri; hai sempre parlato con il cuore, tenendoci uniti. Hai il dono della lingua universale del cuore, dono di pochi eletti. Sei il fratello ed il figlio che tutti vorrebbero se potessero scegliere. Come possiamo dimenticare le tue risate, tu designer di fama mondiale e giocatore nel tempo libero, come amavi definirti. Tu sei il calcio, quello puro dei bambini; tua figlia deve sapere che suo padre era un uomo con la U maiuscola. Al mattino quando arrivavi nella stanza della fisioterapia eri tu ad accendere la luce e tu sei questo per tutti noi, luce. Grazie Davide”.

Toccante il momento dell'uscita del feretro, con i diecimila sportivi uniti in un lunghissimo applauso e ad intonare canti, in mezzo ad uno sventolio di bandiere e la piazza invasa dai fumogeni viola.

Con Davide Astori non scompare solo un padre di famiglia, un compagno, un figlio, un fratello o un calciatore, con Davide Astori se ne va un pezzo di Fiorentina e conseguentemente, un pezzo di Firenze. Quella Firenze tanto sarcastica, ironica, burlona, becera e bottegaia, ma anche irrimediabilmente unita quando il labaro viola inizia a sventolare. Vogliamo credere che Davide abbia potuto assistere a questa grande manifestazione d'amore, l'amore di una città per il suo capitano, l'amore di una città per un ragazzo che da oggi entra per sempre nel firmamento delle stelle viola.

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