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Venerdì, 10 Agosto 2018 15:21

Giulia Gabbrielleschi, "fino alle Olimpiadi allenandomi a Pistoia"

di Guendalina Ferri

GLASGOW – “Anche negli anni in cui ho avuto meno risultati non ho comunque mai smesso di crederci e di provare”.

È così che Giulia Gabbrielleschi – “Con due b” precisa –, nuotatrice pistoiese classe 1996, riassume gli ultimi anni di allenamenti, gare, sconfitte, vittorie. Forse gli ultimi 22, a occhio e croce, perché “Ho sempre nuotato fin da quando ne ho memoria”. Ha nuotato fino alla medaglia ai mondiali nella 4x1250 e poi ancora fino al secondo posto nelle Universiadi nella 10 km dell'anno scorso.

L'oro, appena un mese fa, nella 10 km di fondo ai campionati italiani di Genova. E con la forza della testardaggine è arrivata all'argento, ieri pomeriggio, nella 10 km di fondo agli Europei di Glasgow.

Partiamo proprio dalla gara di ieri. Medaglia d'argento nella 10 km di fondoSe dovessi provare a raccontarla – da come ti sentivi prima, a com'è stata, a come ti sei sentita dopo – come la racconteresti?

Prima della gara ero piuttosto tranquilla. Sapevo che gareggiare con la muta è un'incognita, perché cambia il galleggiamento, cambiano le sensazioni. Avevo deciso che mi sarei impegnata al massimo e basta. Sapevo anche che l'olandese – Sharon Van Rowendaal, che si è classificata prima, ndr – era la più forte al momento, quindi appena ho avuto l'occasione di mettermi nella sua scia l'ho fatto e ci sono rimasta per tutta la gara. Poi quando ho toccato il tabellone di arrivo mi sono resa conto tutto insieme di quello che avevo fatto!

Insomma eri partita con lo spirito del “vediamo come va” e poi è andata eccome.

Esatto. Per me è stata una sorta d'impresa: lavoro duramente tutto l'anno e realizzare che ce l'avevo fatta è stata una bella botta di adrenalina.

Ma quindi le vittorie servono più per avere la motivazione a fare meglio o per avere la conferma che tanto impegno non è stato inutile?

Entrambe le cose. Non è mica vero che “l'importante è partecipare”!

Anche perché di solito quanto tempo dedichi al nuoto, tra allenamenti, gare e tutto?

Passo cinque ore al giorno in acqua e altre tre alla settimana in palestra. Al nuoto dedico tutto il mio tempo, in pratica. Nei fine settimana spesso gareggio. La sera di solito sono troppo stanca per uscire, e il pomeriggio cerco di studiare.

In questo dedicarti completamente alla tua passione ti sembra mai di perderti qualcosa? Sono più le rinunce o le soddisfazioni?

Per ora sono più le soddisfazioni. Non mi pesa il fatto di non uscire la sera o di non fare baldoria. È comunque la vita che scelgo tutti i giorni, anche se la maggior parte delle persone non la concepisce.

E cos'è che ti porta a sceglierla tutti i giorni? La voglia di vincere?

Sì, in primo luogo credo sia la voglia di vincere. Sono sempre stata una che vuole primeggiare e non mi tiro mai indietro se c'è una sfida da superare. Però credo ci sia anche altro. Tra il 2013 e il 2014 non sono stata molto bene e per qualche tempo non ho potuto allenarmi. Se mi allenavo, mi allenavo poco. E in quel periodo mi svegliavo la mattina ed ero triste. Il mio umore è direttamente proporzionale all'andamento degli allenamenti. Quindi penso semplicemente di essere fatta per stare dentro l'acqua.

Sei nella Nuotatori Pistoiesi e tuttora ti alleni nella piscina del Boario, a Pistoia. Una città che al nuoto italiano ha dato tanto, e continua a dare tanto, ma che a livello di impianti e strutture è messa male.

Molto male, direi. Però di necessità virtù, no? Almeno ho la possibilità di restare a casa.

Ecco, ma non ti viene mai voglia di andare altrove?

Diciamo che cerco di sfruttare al massimo i collegiali che facciamo con la nazionale, dove posso allenarmi in strutture più attrezzate. Ma non vorrei andarmene, per ora. Magari tra qualche anno mi verrà voglia di provare qualcos’altro: ad esempio mi piacerebbe fare un anno all’estero. Per ora però non ci penso proprio. Sono affezionata alla Nuotatori Pistoiesi e a Pistoia in generale. Sono cresciuta qui, e vorrei raggiungere il mio sogno restando a casa.

Quale sogno?

Le Olimpiadi. La strada è ancora lunga. Devo qualificarmi ai mondiali del prossimo anno sulla 10 km e arrivare nei primi dieci. Quindi nei prossimi mesi mi rimetterò sotto con gli allenamenti. Passo dopo passo... 

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