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Martedì, 10 Aprile 2018 15:38

Tomasi replica a Maltinti: "I soldi ci sono, prima però servono garanzie"

di Samantha Ferri

PISTOIA - “Evidentemente c'è stato un difetto di comunicazione con la società Pistoia Basket e di questo ce ne dispiace, tuttavia, come Amministrazione, dobbiamo rispondere e spiegare come stanno le cose”.

Così il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi in risposta alla conferenza stampa indetta ieri, lunedì 9 aprile, da Roberto Maltinti, presidente del Pistoia Basket in cui ha letto un documento inviatogli dalla Federazione Italiana Pallacanestro. La lettera della Federazione intimava il Comune e il Pistoia Basket ad ampliare la capienza attuale del Palazzetto dello sport dai circa 4000 posti disponibili ai 5000 richiesti ad ogni squadra che gioca in serie A1, come il Pistoia Basket appunto. “Una soluzione si trova – ha continuato Tomasi nelle conferenza stampa indetta questa mattina nella Sala del Gonfalone del Palazzo comunale -. Dal primo incontro con la società di Maltinti emersero i primi problemi del PalaCarrara: quello della sostituzione della caldaia e dei tabelloni segnapunti. Problematiche immediatamente risolte con una variazione di bilancio da 100mila euro”. Il presidente del Pistoia Basket ha attribuito l'impossibilità di ampliare i posti del Palazzetto alla mancanza di fondi da parte del Comune. Dal canto suo l'Amministrazione chiede prima garanzie da parte della Federazione: “I soldi ci sono – chiosa Tomasi -. Prima di investire denaro pubblico serve però che la deroga ci sia e che sia definitiva, o che almeno ci siano dati un paio di anni di tempo per scegliere quale strada percorrere”.

I due anni di tempo servirebbero infatti per poter decidere quale tra i progetti commissionati dal Comune per l'ampliamento del PalaCarrara sia il più adeguato e realizzabile. Per ora il progetto inviato a marzo dal Comune alla Federazione Italiana Pallacanestro prevedeva un ampliamento minimo dei posti in modo tale da non superare la soglia dei 4000 mila posti effettivi. “Con il superamento dei 4000 posti – spiega Tomasi – scattano una serie di lavori obbligatori per la messa in sicurezza dello stabile, come un nuovo impianto anti-incendio, la videosorveglianza, i controlli del deflusso del pubblico e un nuovo sistema di condizionamento dell'aria. Lavori da centinaia di migliaia di euro che l'Amministrazione è disposta ad autorizzare solo dopo aver ottenuto la deroga da parte della Federazione, altrimenti rischiamo di buttare via soldi”. I tecnici del Comune avevano infatti previsto tre possibilità per l'ampliamento del Palazzetto: “La prima è quella presentata alla Federazione dove si rimane al di sotto dei 4000 posti – dice chiosando l'assessore allo sport di Pistoia Gabriele Magni -. Le altre due possibilità prevedono l'ampliamento fino a 4251 posti, la più fattibile, oppure, tirando al massimo rispetto alle normative in vigore, si potrebbe arrivare fino a 4559 posti”. C'è stata poi anche uno studio del perito di parte del Pistoia Basket in cui i posti previsti arrivavano fino a 4800. “Da parte dell'Amministrazione c'è totale apertura – dice Tomasi – se studi tecnici, con carte alla mano, mi dimostrano che i posti del Palazzetto possono arrivare anche fino a 5000 per noi non ci sono problemi”. “Spero di trovare un punto di incontro con la Federazione e con il Pistoia Basket – continua il sindaco -. Il Palazzetto è una struttura che risale agli anni Ottanta, ed essendo di proprietà pubblica ha tempi di intervento più lunghi rispetto ad una privata. E voglio sperare che l'obiettivo della Federazione sia quello di spingere le Amministrazioni a tenere bene i propri palazzetti e che non si impuntino su una questione di numeri”. Insomma il primo passo sarebbe quello di ottenere la deroga da parte della Federazione, dopodiché si potranno sbloccare i fondi con un piano triennale degli investimenti, a cui si dovranno affiancare anche risorse private. L'attenzione si è poi spostata sulla questione degli impianti sportivi pistoiesi. “Stiamo lavorando per un bando di gara per l'affidamento pluriennale anche dello stesso Palazzetto – spiega il sindaco -. E' vero, qualche bando non è andato bene, come quello per l'impianto di Legno Rosso, ma la scelta di fare bandi è un intento culturale di questa Amministrazione ed è necessaria per garantire la trasparenza. Quindi sì, qualcosa è stato sbagliato ma c'è anche da dire che spesso non bandiamo degli impianti sportivi ma dei veri e propri ruderi”. 

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