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Martedì, 19 Settembre 2017 09:19

Rugby, gli Orsi si ribellano. “Cacciati dopo le promesse elettorali"

PISTOIA – Arrivano dallo sport i primi problemi per l'Amministrazione Tomasi, proprio da quel settore che è risultato determinante per la vittoria alle ultime elezioni.

Sono i ragazzi del rugby, gli Orsi a prendere posizione sulle condizioni in cui sono costretti a lavorare. I giocatori, non i dirigenti, e questa è un'anomalia: la dirigenza non condivide la posizione dei giocatori?

Una lunga lettera per dire, in sintesi che “la situazione non è migliorata, anzi, è ulteriormente peggiorata”.

“Il sindaco Tomasi -scrivono -, in tempo di campagna elettorale, si è visto più volte al campo; uno dei pochissimi venuto a congratularsi di persona in occasione dei nostri festeggiamenti per la vittoria del campionato. Al tempo, sembrava seriamente interessato alle nostre problematiche e fermamente intenzionato a risolverle. Sembrava.

Abbiamo accolto con piacere la nomina di Gabriele Magni come assessore allo sport, per la stima che abbiamo di lui, prima come sportivo e poi come delegato del Coni. Per questo, oggi, la delusione di fronte alla nostra condizione è ancora più grande”.

Al momento della vittoria al campo Turchi, ricordano i ragazzi, furono fatte tante promesse, tutti sembravano concordi nel voler trovare una soluzione che garantisse allo stesso tempo una casa al rugby e un campo di allenamento adeguato per la prima squadra di calcio cittadina: “Noi abbiamo fatto la nostra parte, ci siamo dimostrati onesti e collaborativi per poi venire traditi dalla nostra stessa città. Siamo stati, senza mezzi termini, cacciati dal Turchi, abbiamo visto da un giorno all'altro le nostre H sparire e non ricomparire da nessuna parte. Dopo aver combattuto 12 anni per vedere dei pali fissi da rugby, siamo stati esiliati a Ponte alle Tavole, tra spogliatoi fatiscenti e un campo non solo impraticabile, ma anche non omologabile a causa delle reti troppo a ridosso della linea di gioco. Un campo duro come il cemento, infestato da rovi e costellato da voragini fatte mesi fa per intervenire sull'impianto di irrigazione mai riparato e lì lasciate, senza essere nemmeno ricoperte”.

Ancora promesse. Era stato promesso, sostengono i giocatori, che il fondo del campo sarebbe stato rifatto e gli spogliatoi ristrutturati. Ad oggi la squadra campione di Toscana, è costretta ad allenarsi in rettangoli di terra da dove spuntano tombini in cemento, pali della luce, tondini di ferro. Ogni sera, si mettono in fila per una doccia fredda in spogliatoi sporchi e cadenti. “Ogni sera, rischiamo di farci male e saltare giorni di lavoro per l'inadeguatezza degli spazi messi a nostra disposizione. Sì, noi di giorno lavoriamo, il rugby lo facciamo per passione, e con la stessa passione lottiamo per poter continuare a farlo”.

Stessa situazione per gli "orsetti", i tanti bambini che hanno scelto questo sport. “Certo, per loro cerchiamo sempre di ritagliare uno spazio di allenamento in un lembo di terra che non sia decorato da sassi e tombini di ferro, ma non è sempre possibile. È vergognoso e umiliante vedere a fine allenamento i loro genitori che li avvolgono in un asciugamano e li portano in macchina sporchi, perché non ci sono docce in condizioni decenti. Approfittiamo per dire che non li ringrazieremo mai abbastanza e che siamo veramente tanto fieri di loro per come continuano a lottare con noi, senza lasciarsi scoraggiare da un'Amministrazione sorda e cieca. Noi ci vergogniamo di incontrare i nostri tifosi e non saper loro dire dove poter assistere ai nostri incontri. Ci vergogniamo di dover ogni volta congedare i nostri avversari senza poter offrire un terzo tempo in un ambiente dignitoso (unici in Toscana per questo). Ci vergogniamo a non poter fornire alla curva alcun servizio igienico”

Negli ultimi 12 anni, da quando il club esiste, la società si è sempre impegnata per Pistoia; ne sono prova le iniziative nel sociale e le numerosissime collaborazioni con le associazioni del territorio. Il numero di tesserati raddoppia di anno in anno; la quota di bambini sotto i 10 anni è quintuplicata dalla scorsa stagione. E' un movimento in crescita con una prima squadra vincente, ma, nonostante tutto, continuano a sentirsi indesiderati a casa loro.

“Nonostante il modo in cui veniamo trattati, nonostante le offerte allettanti che ci arrivano dai comuni limitrofi per spostarci da loro – sostengono gli Orsi - , noi non lasceremo che a decidere per il nostro futuro, per il nostro sport, per la nostra passione sia qualcuno che non ci conosce nemmeno, chiuso in un ufficio dietro una scrivania. Noi giocatori, insieme a tante famiglie che si sono avvicinate al nostro ambiente, adesso vogliamo risposte immediate. Vogliamo, da domani, un campo vero dove allenarci e poter provare gli spazi e gli schemi di gioco reali. Vogliamo che chi deve decidere per noi (sindaco, assessore, tecnici) si confronti con le nostre esigenze e veda la nostra situazione. Se lo stato delle cose non cambierà... no, ci dispiace, noi non ce ne andremo comunque. Noi metteremo in campo tutte le iniziative e le forme di protesta di cui saremo capaci, sicuri che tutte le associazioni che negli anni hanno trovato in noi sostegno e disponibilità saranno adesso pronte a sostenerci”.

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