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Sabato, 21 Novembre 2020 15:51

Coach Carrea: “una squadra ancora difficile da valutare”

di Francesco Belliti

PISTOIA - Domani a Rieti i biancorossi debuttano in campionato tra assenze, criticità e polemiche sui protocolli.

Difficile, stavolta, accettare in toto la situazione andatasi a creare nel corso della settimana. Perché, se è pur vero che un positivo nel Team Squadra c’è, tutti gli altri giocatori testati sono risultati negativi. Il protocollo FIP stabilirebbe che, quindi, tutti gli elementi non contagiosi possono prendere parte alla partita, ma la ASL non è stata dello stesso avviso e ha decretato che anche gli atleti che hanno passato il test del tampone ma non hanno ancora avuto il Covid non potranno partire. Pistoia si presenta dunque in campionato con problemi più o meno della stessa portata della pre-season, così come il primo avversario è lo stesso di quando tutto ha avuto inizio.

Aver già avuto modo di comprendere il valore di Rieti è sicuramente un vantaggio dal punto di vista tecnico. Coach Michele Carrea ha già chiaro cosa deve cambiare rispetto alla partita di Supercoppa: “Sono una squadra che ha bisogno delle soluzioni vicine al canestro e che cerca molto i propri lunghi. Non siamo riusciti, allora, a porre degli ostacoli al loro tipo di gioco. Noi, inoltre, eravamo non valutabili per la totale assenza di giorni di lavoro collettivo, mentre oggi siamo difficilmente valutabili per assenza di giocatori. La preparazione della gara non è potuta essere quella che avevamo valutato. Energia, attenzione ed emotività saranno elementi estremamente più rilevanti per quanto riguarda questa gara e probabilmente gran parte della stagione”.

Sul fatto di aver già giocato con queste problematiche: “In realtà noi, con questi problemi, abbiamo iniziato e non abbiamo ancora finito. Ciò che ci manca è proprio la parte in cui va tutto bene. Non credo che sia un vantaggio, ma la cosa buona è che nello spogliatoio c’è positività: non abbiamo mai usato queste situazioni come alibi per lavorare con poca convinzione. I ragazzi sono rientrati ogni volta in palestra completamente de-condizionati e disposti a fare tutto quello che serviva per recuperare la condizione. Anche questa settimana nessuno si aspettava di dover lavorare in otto, ma abbiamo fatto comunque allenamenti di grande qualità. Chiaramente per noi il momento gara è ancora sconosciuto: le pre-season servono a simulare tutti i momenti della partita e noi, in questo, siamo vicinissimi al livello zero”.

Sulla decisione ASL e sui protocolli della FIP: “Questa situazione, semplicemente, non mi fa contento. Sono profondamente dispiaciuto per i due professionisti che, se fossero stati sotto contratto in un’altra regione, domani giocherebbero e che invece hanno subito la decisione. In un momento in cui le certezze sono così poche, io sposo il comunicato della società che evidenzia delle criticità che, nel corso della stagione, vanno risolte. È un momento complicato per tutti e ci vuole un livello di comprensione molto alto. Ma non ci sarà niente che mi irriterà di più di un collega che userà protocolli e ASL per spostare partite a suo vantaggio. L’unica cosa che dobbiamo chiedere oggi è di giocare: oggi noi siamo penalizzati, probabilmente domani sarà penalizzato qualcun altro”.

Sull’opportunità di iniziare il campionato in questo momento difficile per il Paese: “A marzo ci fermammo, mettendo in gioco il finale di una stagione sportiva. Oggi sul tavolo c’è qualcosa di più: questo mondo non può sostenere un anno e mezzo di inattività. Inoltre a marzo avevamo una conoscenza troppo parziale del problema, oggi sappiamo qualcosa in più. Mi rendo conto che il protocollo non è perfetto, ma è sicuramente meglio di come potrebbe essere stato all’inizio della pandemia. Le società nel frattempo hanno trovato un modo di investire in questa stagione mettendo in conto di dover rinunciare alla biglietteria. Noi abbiamo vissuto questa prima parte di lavoro capendo di essere a rischio ma anche di non essere un pericolo per nessuno perché siamo tra i più isolati e controllati d’Italia. Abbiamo l’opportunità e il dovere di fare il nostro lavoro”.

  

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