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Sabato, 17 Ottobre 2020 16:32

Pistoia-Eurobasket Roma, le parole pre-match di coach Carrea

di Francesco Belliti

PISTOIA - L’obiettivo è sempre testare la preparazione della squadra.

Nonostante la vittoria sfumata all’ultimo secondo contro Rieti, tra l’altro nelle condizioni in cui i biancorossi versavano sette giorni fa, i pensieri di coach Michele Carrea sono ancora rivolti più al recuperare il tempo perso con il team al completo che alla competizione con l’avversario di turno. Lo ha spiegato chiaramente, oggi, il coach biancorosso.

“Allenarsi con la squadra al completo è tutta un’altra cosa: ti dà più serenità. Adesso si pone il problema della disarmonia di condizione all’interno del gruppo: conto di poter omogenizzare tutti entro le prossime due settimane. I ragazzi, ovviamente, sono contenti di poter lavorare in modo più strutturato ed efficace. È stata una settimana faticosa, soprattutto per quelli che dovevano recuperare e hanno dovuto spendere più energie per stare al passo”.

Sui miglioramenti che si aspetta dalla squadra: “Mi attendo un’attitudine mentale maggiore. Penso che la parte fisica e l’impegno si siano già visti domenica scorsa; adesso bisogna pensare a fare la cosa giusta nel momento giusto, essere focalizzati su tutti gli elementi del gioco e cominciare ad essere più un insieme dal punto di vista difensivo. Sarò soddisfatto a fine partita se avremo messo in campo le cose su cui lavoriamo in settimana: se ciò ci permetterà di giocarci la partita punto a punto, dovremo essere anche più lucidi nel finale e non commettere errori come quello che ci è costato la vittoria contro Rieti”.

Sull’Eurobasket Roma: “Rimango nella stessa posizione che avevo nel pre-Rieti: non è il momento in cui possiamo essere nelle condizioni di guardare all’avversario con temi tattici. Abbiamo ovviamente rispetto per una squadra dove ci sono giocatori di qualità: un rookie americano che ha fatto vedere buone cose nelle prime uscite, un giocatore solido e una garanzia per questa lega come Olasewere ed italiani come Viglianisi, che ho sempre apprezzato molto. Noi, però, dobbiamo essere focalizzati sul nostro percorso”.

Su come la squadra sta vivendo questo periodo di pandemia: “I ragazzi americani mi sembrano quelli meno in difficoltà: hanno un approccio mentale molto diverso dal nostro, molto fatalista, in linea col messaggio politico che una parte degli Stati Uniti sta mandando. Ciò non significa che non hanno premura di proteggere se stessi e chi gli sta accanto, ma da loro il tema non viene trattato con la stessa forza con cui lo viviamo noi. Per quanto riguarda il gruppo, penso che sia impossibile non essere influenzati da ciò che succede attorno: il lavoro ne viene condizionato, perché si è molto interconnessi e ogni volta che c’è qualcuno con la tosse scattano i protocolli. In questi giorni abbiamo portato i ragazzi a fare quello che è il settimo o l’ottavo tampone. È una cosa con cui bisogna convivere, senza far finta che non ci sia, cercando di trovare un equilibrio tra questo problema e l’esigenza di essere competitivi”.

  

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