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Sabato, 16 Maggio 2020 09:04

Fausto Salsano e l'incontro con Nassi che gli cambiò la vita

Fausto Salsano Fausto Salsano

di Riccardo Agostini

PISTOIA - Non saranno in molti a ricollegare il nome di Fausto Salsano con la Pistoiese, forse nemmeno i tifosi più appassionati.

Ma i suoi legami con i colori arancioni sono forti e innumerevoli, dal passato alla più stretta attualità.

FaustoSalsano2Certo bisogna andare molto indietro nel tempo, diciamo alla fine degli anni settanta, per ritrovarlo, quattordicenne, con la maglia dell'olandesina. Una breve, ma significativa, apparizione nelle giovanili arancioni, prima di iniziare la sua lunga carriera da professionista. Una carriera per la maggior parte maturata nelle fila della Sampdoria (277 presenze) e nella Roma (74), con Empoli, Parma e Spezia tra le altre.

Smesso con il calcio giocato si è poi dedicato alla parte tecnica. Decisivo il suo rapporto con il Commissario tecnico della Nazionale Roberto Mancini, del quale è ancora oggi uno dei più importanti e fidati collaboratori. Con lui ha iniziato quando andò all'Inter, seguendolo fino ad oggi, passando per Manchester City, Galatasaray, di nuovo Inter e Zenit di San Pietroburgo.

Insomma, un lungo percorso per quel ragazzino che giunse a Pistoia, un po' per caso e grazie all'intuito di Claudio Nassi.

Lo racconta lui stesso: "Ho un ricordo bellissimo di Pistoia - dice al telefono -. Sono stato benissimo nella vostra città. Come ci sono arrivato? Mah, per un episodio di quelli che ti cambiano la vita all'improvviso, quando meno te lo aspetti. La Pistoiese doveva giocare una partita in Campania, dove sono nato e dove abitavo. Arrivarono il giorno prima e vennero ad allenarsi a Cava dei Tirreni, dove mio padre faceva il custode del campo. Ed io ero lì e mi misi a palleggiare e a giocare con loro. C'erano giocatori come Rognoni e Frustalupi. Claudio Nassi, che assisteva da bordo campo, si incuriosì ed avvicinò mio padre per avere informazioni su di me. Mio padre gli disse che non ero tesserato con nessuna squadra, quindi, prese accordi perché la stagione successiva potessi giocare per i colori arancioni".

I casi della vita, come nei film.

Salsano staff nazionale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Mio padre - sottolinea Salsano - che aveva giocato in serie B, mi diceva che se avessi avuto la stoffa del calciatore, qualcuno prima o poi se ne sarebbe accorto. Fino ad allora avevo sempre giocato con gli amici per strada. E fu così che Claudio Nassi divenne il mio scopritore".

Ma non finisce qui il suo legame con  direttore sportivo della Pistoiese.

"E vero - prosegue - a Pistoia sono stato molto bene, dormivo in Seminario, ed ho disputato una sola stagione nei Giovanissimi o negli Allievi, non ricordo bene. Ricordo però che spesso mi facevano allenare con la prima squadra. Finita quella stagione la mia vita cambiò di nuovo. Nassi al termine di quell'anno si trasferì alla Sampdoria e mi volle portare con sé". 

Una breve parentesi quella di Pistoia, ma significativa. Diremmo determinante. Non si esaurisce qui, però, il suo legame con la nostra città. C'è anche qualcosa di più attuale: il rapporto con "Pippo" Pancaro.

"Ci conosciamo da tantissimi anni - afferma - anche se non abbiamo mai giocato insieme. Spesso contro. E non solo. Passiamo sempre le vacanze insieme. Siamo amici di famiglia e vicini casa in Sardegna. Quindi, un'amicizia profonda. Tanto che ci sentiamo spesso. Anzi, nel mese di febbraio, prima del blocco della stagione, sono stato a Pistoia per tre giorni a seguire i suoi allenamenti. E' un allenatore - aggiunge - preparatissimo. Mi piacciono molto i suoi metodi ed i suoi principi di gioco. Non parla molto, è vero, perché ha il carattere riservato dei calabresi. Ci mette un po' prima di aprirsi, ma quando lo fa è una persona squisita e generosa. Tornando al calcio, è uno che non lascia nulla al caso. Mi piace la sua filosofia, fondata soprattutto sul rispetto. Durante la settimana fornisce ai suoi giocatori tutte le informazioni e li prepara minuziosamente sull'avversario che dovranno affrontare. Quando scendono in campo, quindi, non c'è molto da dire: tutti sanno quello che devono fare. Secondo me è un allenatore di categoria superiore. Uno che farà strada".

Spesso, tra loro, parlano anche della Pistoiese.

"Mi ha detto - conclude l'ex sampdoriano - che si è trovato benissimo a Pistoia. Sia con la società che con il direttore sportivo Giovanni Dolci, che peraltro anch'io conosco molto bene, e che sarebbe felicissimo di poter rimanere anche per la prossima stagione. Anzi, gli ho detto che l'anno prossimo ci rivedremo a Pistoia".

E con questa promessa Fausto Salsano ritorna al suo impegno con Roberto Mancini. In questi giorni avrebbero dovuto essere in ritiro con la nazionale: lui si occupa della parte tattica. Invece è a casa a studiare partite  e approfondire principi di gioco a causa del blocco dell'attività per il coronavirus.

"Speriamo - sono le ultime parole che affida al telefono  - che si riparta presto. Comunque a porte chiuse, non è lo stesso calcio".

Certo che quel bimbetto, ora cinquantottenne,  al quale Claudio Nassi ha cambiato la vita, strappandolo alle partitelle con gli amici di Cava dei Tirreni, ne ha fatta di strada.            

  

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