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Sabato, 22 Giugno 2019 08:11

Addio Filippo, vecchio cuore arancione

Filippo, quarto in alto partendo da DX Filippo, quarto in alto partendo da DX

PISTOIA – Ammainate i vessilli arancioni, oggi per Pistoia è un giorno triste.

Non ti piaceva farti chiamare Baldino, nomignolo del tuo amato nonno, ma non tutti lo sapevano e per la città te eri Baldino.

 

Ti ha portato via una brutta malattia, anche se a vederti non più di due mesi fa sembrava quasi debellata; magari avevi perso un pò del tuo sarcasmo, sopraffatto da un velo di malinconia, ma non mancavano certo entusiasmo ed ironia. Negli ultimi tempi ti eri attaccato ancora di più alla amatissima Pistoiese, diventando socio della Holding per contribuire a rilanciare gli arancioni.

Ed invece cosi all'improvviso te ne sei andato, lasciando un vuoto difficile da colmare in una piccola comunità come la nostra, soprattutto per quelli sui 50 o giù di li. Quelli del bar San Biagio, del bar Specchio, del bar Cristallo o del Mazzini, delle vasche in centro, quelli che da ragazzini andavano nei boschi a fare ad “ovate”, quelli che si ritrovavano al Panda, scherzavano e litigavano, quelli che le ragazze di oggi si vestono meglio e sembrano più belle e che se fossimo 15enni oggi...

Non sono certo che ci ritroveremo da qualche parte, perchè siamo di passaggio ed una volta scesi dal treno ognuno è libero di fare il proprio percorso.

Ma io Filippo ti ricordo cosi eh, come in questa foto in bianco e nero scattata dal mio babbo, che ci seguiva sempre con la speranza e la costanza dei genitori che seguono i propri figli, proprio come facevi te con i tuoi. Erano i tempi del glorioso US Ramini, quello di Don Mati e del presidente Niccolai, i tempi in cui si tirava calci a qualunque cosa ci trovassimo tra i piedi, quelli del non conosco la malizia e voglio solo divertirmi. Quei tempi che si stava a giornate a giocare a calcio, perchè a noi il pallone garbava proprio tanto, perchè ci piaceva “sbucciarci” i ginocchi e ascoltare la Pistoiese alla radio.

Gli arancioni, quella tua passione estrema, più della Juventus, più di quelle strisce causa di tante “discussioni” con me, povero e bistratto tifoso viola. Io che non capivo nulla di calcio da piccino e nulla di basket da grande, quando per strada mi fermavi e mi dicevi che dovevo smetterla di scrivere di quello sport di ”lungagnoni”, perchè è solo una moda, perchè toccare la palla con le mani è calcio di rigore.

O quando tu dicevi che eri più bravo a giocare a calcio di me, te centravanti boa e io “frucchione” del pallone. Erano i tempi recenti, quelli del PSF 84, del CSI e del Uisp, degli “spogliatoi container” ghiacciati a San Felice, con il tè caldo preparato dal nostro amico Cristiano.

Non sono mai venuto a trovarti a Borgo Casalvento, poco distante dal nostro b&b e tu non sei mai venuto a trovare me, ma ogni tanto ci scambiavamo pareri sulle attività, sui clienti stranieri, sulla città che tanto amavi. Il pensiero è tutto per la moglie Barbara, i figli, la mamma e la sorella, che da oggi accompagnerai con il tuo indelebile ricordo.

E quando passerò da Piazza d'Armi, anzi da Piazza della Resistenza altrimenti qualcuno a Pistoia brontolerà mettendola in politica, butterò sempre un occhio sulla porta del negozio, per vedere se magari sei li fuori a parlare di Juventus o di Pistoiese, o di quei lungagnoni della pallacanestro.

Addio Filippo, è stato un piacere ed un onore conoscerti.

Leonardo

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