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Venerdì, 19 Aprile 2019 08:57

Paolo Moretti presenta la sfida di Trento

Paolo Moretti presenta la sfida di Trento Giovanni Fedi

di Leonardo Cecconi

PISTOIA – Con una federazione che pensa più alla “marsigliese” che a rilanciare un campionato che ha mille problemi, ci si avvia anche a fine di questa stagione. Domani l'OriOra è chiamata a bissare la vittoria di Bologna, sapendo che ormai non ci sono più occasioni ed ogni settimana avvicina lo spettro retrocessione. Ancora quattro partite per capire se sarà ancora serie A o se dovremo realisticamente parlare di Lega Due, che alla fine non sarebbe certamente un dramma sportivo. Paolo Moretti comunque ci vuol provare, nonostante la brutta sconfitta contro Torino che poteva davvero riaccendere speranze ormai sopite. “Trento è in un grande momento e come è capitato nelle ultime stagioni, hanno avuto forza e bravura di aggiustare il tiro durante l'annata e quindi merito a staff e società. Sono in lotta per un piazzamento playoff e per noi diventa tutto più complicato; sono una squadra molto fisica, intensa e che spesso, durante la partita, riescono ad avere cambi di ritmo per rimettere in piedi una gara o prendere break decisivi. Dovremo lottare contro noi stessi per avere continuità contro squadre come quella che andremo ad affrontare. Abbiamo recuperato Mesicek già da mercoledi, quindi saremo al completo. La prima settimana abbiamo vissuto grande scetticismo ed una seconda con più entusiasmo, ma ho chiesto ai ragazzi di non mollare ed andiamo ad affrontare una gara con molte incognite; con Bologna avevo molte incertezze e abbiamo vinto, mentre con Torino avevo più certezze e sappiamo com'è andata. Contro Torino abbiamo regalato tre possessi e sette liberi perchè non siamo riusciti a controllare i nervi e mi chiedo se questo può metterci sereni, perchè questo non è possibile allenarlo; controllo dei nervi e situazione emotiva sono soggettive e semmai a Trento avremo una gara in equilibrio mi auguro che venga decisa da una loro giocata e non da un fallo tecnico”.

 

“Loro attaccano i primi secondo dell'azione, facendolo con tutti i loro uomini e sono mortali in campo aperto. Dobbiamo avere equilibrio ed una buona transizione offensiva, ma sarà fondamentale pareggiare la loro energia; essendo al limite, dobbiamo rubare qualche punticino in ogni aspetto del gioco. Questa è una squadra “giovane”, nata nella pausa lunga di febbraio/marzo, quindi nessuno ha avuto molto tempo di allenarli e capire le giuste chimiche; i punti di riferimento li costruisci nel tempo ed un coach deve avere tempo per metterli nei giusti binari. Spesso l'ultimo quarto è stato decisivo, in negativo e non lo è stato a Bologna perchè non ci sono stati momenti di particolare equilibrio; sei costretto ad andare ad istinto, quindi nelle mani di Tony Mitchell, ma quando aggiusti in corsa difficilmente trovi il giocatore giusto, nel posto giusto e nel momento giusto. Oggi quindi abbiamo una squadra istintiva e non facile da inquadrare”.

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