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Sabato, 29 Dicembre 2018 08:43

Alessandro Ramagli. "Mi aspetto maggiore stabilità difensiva nei secondi tempi"

Alessandro Ramagli. "Mi aspetto maggiore stabilità difensiva nei secondi tempi" Giovanni Fedi

di Leonardo Cecconi

PISTOIA – Le due vittorie esterne di Reggio Emilia e Sassari, campi mai violati dai colori biancorossi, sembrano non aver scalfito il cuore dei tifosi della OriOra.

Alessandro Ramagli finora sembra non aver meritato cori di osanna, ma solo qualche pacca sulla spalla e diverse critiche. Accettare Pistoia e sobbarcarsi il peso di predecessori dalle forti personalità come Moretti ed Esposito non è stato facile, ma il livornese vuole riuscire nell'intento; la squadra è partita male, malissimo, si è ripresa e poi ha dimostrato di potersela giocare con tutti, anche se le ultime due partite sono coincise con sconfitte brucianti. La conferenza stampa dopo la gara interna contro Trento ha “scatenato” le solite polemiche social, ma l'attenzione di tutti deve essere rivolta alla gara di Cantù; i lombardi hanno saldato gli stipendi di lega del 10 dicembre, scongiurando l'uscita di qualche straniero e riportando purtroppo per i biancorossi, una buona dose di serenità in vista di questo delicatissimo appuntamento. “Cantù è la squadra che produce più punti attorno al ferro -le parole di Ramagli- quindi la fotografia tecnica è semplice; hanno giocatori che amano attaccare il ferro, che giocano in avvicinamento, efficienti a rimbalzo di attacco, quindi la tipica squadra che ama giocare attorno al ferro. Sono costruiti sui loro giocatori americani ed una panchina italiana, se togliamo il loro cambio delle ali, alcuni di grande livello; vengono da un periodo molto difficile e contestualizzato sulla base di una situazione societaria che muta e determina strascichi nella parte sportiva. Queste sono partite che valgono doppio e le squadre che lottano da questa parte della classifica, per noi sono gli obiettivi reali da colpire e dobbiamo giocarci tutte le carte che abbiamo, interpretandola bene dal punto di vista fisico e tattico. Non ci deve interessare quanto saranno motivati, se hanno preso soldi o meno, ma dobbiamo pensare a muovere la classifica perchè la gara con Torino indubbiamente ci ha lasciato addosso del rammarico. L'incidenza del tiro da tre punti, nel basket moderno, è molto significativo; noi è Cantù siamo tra le squadre che utilizzano meno questa situazione e spesso ha un effetto. Nell'evoluzione del nostro gioco è d'obbligo trovare qualche conclusione in più dalla lunga distanza, senza snaturarci, ma possiamo lavorare per avere una selezione ottimale”.

 

Possiamo utilizzare le caratteristiche di Dominique Johnson e sfruttarlo al meglio. Questo giocatore è molto vicino, addirittura identico, rispetto all'impatto che ha avuto nelle sue annate precedenti, togliendo la squadra polacca in cui ha giocato ad inizio campionato. Ogni tanto si mitizza il personaggio, ma in realtà il numero tentativi rispetto ai minuti giocati è lo stesso e questo vale per tutte le sue statistiche. Forse in sede di valutazione iniziale si mitizza una situazione che non è quella reale. Noi abbiamo bisogno di lui, ma non conosco le risorse che abbiamo per potercelo permettere dopo gennaio. Le nostre risorse sono state chiaramente impoverite dal passaggio al 6+6, ma era una condizione necessaria per essere maggiormente competitivi; questo ha ridotto in modo significativo il budget ed è un passaggio che non deve essere trascurato. Il processo di crescita dei ragazzi italiani mi aspetto che possa essere maggiore; in generale anche il quintetto ha margini di crscita perchè mi aspetto una crescita significativa di Peak, che nella seconda metà della stagione potrà trarre beneficio della sua esperienza finora fatta. Mi aspetto maggiore stabilità di gioco nelle due metà campo con, ad esempio, un secondo tempo difensivo diverso. Negli ultimi periodi abbiamo avuto buoni primi tempi difensivi e mi aspetto che questa crescita riguardi i quaranta minuti”.

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