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Lunedì, 22 Ottobre 2018 09:31

OriOra Pistoia, dipende tutto da "Noi"

OriOra Pistoia, dipende tutto da "Noi" Giovanni Fedi

di Leonardo Cecconi

PISTOIA – Che sarebbe stata un'annata difficile lo sapevamo.

Lo sapeva il tifoso che ha deciso di abbonarsi e lo sapeva il tifoso che ha preferito non staccare la tessera, scegliendo qualche scampagnata in più e mantenendosi il diritto di comprare il biglietto solo nelle partite a lui più congeniali. Probabilmente sbaglia la società a chiedere più abbonati, perchè in uno stato di democrazia ognuno ha il diritto di fare la sua scelta e certamente, negli ultimi anni, nessuno ha fatto niente per invogliare i “perplessi”.

 

Il nuovo sponsor è giovane ed ambizioso, i soci hanno investito in una realtà importante e non hanno certo voglia di essere quelli che porteranno Pistoia in A2. Però la nuova società, ad oggi, ha mancato in comunicazione e non predisporre una giornata per i più giovani (ma non solo) con incontro settimanale assieme ad un giocatore e firma sulle maglie, la trovo personalmente una pecca colossale. I tifosi hanno bisogno di sentirsi coccolati, perchè come non è assolutamente scontato mantenere la serie A per il Pistoia Basket, non è assolutamente scontato che un appassionato debba abbonarsi o correre ogni domenica al palazzetto. Oggi tutti devono realmente dimostrare di essere quella grande famiglia tanto “strombazzata” negli anni, fare quadrato e conquistare la salvezza.

E' arrivato un allenatore capace e serio come Ramagli, che probabilmente non ha creato entusiasmo come l'arrivo di Vincenzo Esposito, ma ha grande esperienza, è capace di lavorare con i giovani ed ha la giusta grinta per condurre la barca anche in acque agitate. Le tre sconfitte sono da analizzare tutte in maniera diversa e se quella con Pesaro grida ancora vendetta, le due partite con Venezia e Milano non sono commentabili, ma l'atteggiamento visto al Forum fa ben sperare per il futuro.

Mai come in questa stagione però c'è bisogno della tifoseria. La salvezza della OriOra passerà attraverso le gare casalinghe e già domenica è assolutamente necessario portare a casa i due punti. Il palazzetto non è solo la curva Pistoia, con i ragazzi della Baraonda che fanno sempre la loro parte (ed anche di più), ma è anche curva Firenze, gradinata e tribuna. Come non è giusto chiedere abbonati, sarebbe giusto chiedere ai presenti sulle tribune del PalaCarrara di far sentire la loro voce, perchè se siedono su quelle poltroncine vuol dire che hanno a cuore il Pistoia Basket. E la categoria si mantiene anche facendo sentire il proprio calore ed il proprio attaccamento.

E' vero, Dominique Johnson per ora ha reso molto al di sotto delle proprie possibilità, ma serve a qualcuno criticarlo, sia su un social che in allenamento o partita? Chi di dovere immagino sappia esattamente quando è il momento di usare la carota e quando il bastone, ma deve esserci tempo, anche se il tempo non è mai abbastanza. Criticare è la cosa più facile del mondo, amare probabilmente la più difficile ed in passato, le squadre avversarie che scendevano sul parquet del PalaCarrara, percepivano il grande amore dei tifosi pistoiesi per la loro squadra. Criticare la società significa criticare il presidente, ma anche il coach, il massaggiatore o il magazziniere.

Quindi proviamo a fare un nuovo miracolo anche in questa stagione, in mezzo a squadre fortissime, arbitri non proprio compassionevoli ed una lega alla disperata ricerca di portare i grandi club ed i grandi sponsor, nel basket che conta. Pistoia oggi è una barchetta in mezzo ad un mare forza quattro, ma se i passeggeri siedono al posto giusto, sarà difficile per tutti farla ribaltare.

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